martedì 10 marzo 2015


NOTA:

Ad integrazione del precedente scritto relativo al tema “CERTIFICAZIONI AMIANTO EMESSE DALL’INAIL”  allego la documentazione dell’ultimo caso, ricevuto ieri (03-03-15) dalle mani del signor M.A. Maresciallo della Marina Militare (in congedo) di categoria  “Z” (cioè addetto alla preparazione dei pasti, in altre parole "Responsabile della gestione Viveri" di bordo) il quale presenta istanza all’INPS per la revisione della propria pensione pur avendo ottenuto la “Certificazione negativa all’amianto” dall’INAIL allegando la documentazione prevista. La lettera di DINIEGO dell’INPS di La Spezia fa riferimento alla legge 190 del 23/12/2014 Art.1 – comma 115. Come è possibile tutto ciò? Si applica una legge del 2014 ad una istanza presentata all’INAIL prima del 15 giugno 2005!!!! A Voi le conclusioni.

-          VERBALI EMESSI DALLE COMMISSIONI MEDICHE OSPEDALIERE MILITARI

1)      Il militare che ritiene di essere stato danneggiato dall’esposizione all’amianto e che, tramite apposita TAC Torace, ha avuto conferma della patologia in atto (placche pleuriche, placche polmonari, ispessimenti pleurici o, peggio, versamento pleurico oppure mesotelioma pleurico), ha il diritto di presentare istanza per:

A)     Riconoscimento Causa di Servizio – Equo Indennizzo – Pensione Privilegiata Ordinaria.

B)      Riconoscimento status di “Vittima del Dovere” (VDD).

All’istanza dovrà allegare tutta la documentazione medico/militare in suo possesso ed inviarla a MARIPERS Roma – Ufficio Finanziario Giuridico e Sanitario – 2^ Sezione il quale, eseguiti i previsti controlli, da seguito all’iter burocratico autorizzando la CMO (Commissione Medica Ospedaliera del Dipartimento Militare di Medicina Legale della zona di residenza dell’interessato o la più vicina ad esso) a sottoporre a visita medica il militare che ha presentato istanza. La CMO, nell’arco di un paio di mesi e tramite lettera all’interessato, lo invita a presentarsi a visita medica presentando la documentazione medica (TAC Torace, Referto Visita Spirometrica, Referto Visita Pneumologica e quant’altro sia a sostegno della patologia contratta).

2)      Nell’arco di qualche mese (anche 6 mesi ed oltre) la CMO emette due Processi Verbali:

UNO per la Causa di Servizio – Equo Indennizzo – Pensione Privilegiata Ordinaria.

UNO per lo status di “Vittima del Dovere” (VDD).

Ogni Processo Verbale riporta una percentuale d’invalidità. Per quanto concerne lo status VDD ogni punto d’invalidità vale xxxxeuro e viene erogato “UNA TANTUM”. Se si ottiene un punteggio uguale o superiore al 25%,  si ha anche  DIRITTO AD UN VITALIZIO di xxxeuro mensili che si prescrive ogni 5 anni, se l’interessato dimentica di inviare l’apposito modulo al Ministero della Difesa prima della scadenza dei cinque anni.

Per quanto riguarda il Processo Verbale per la Causa di Servizio – Equo Indennizzo – Pensione Privilegiata Ordinaria il calcolo si fa più complesso perché si tiene conto di altre pregresse patologie delle quali il soggetto può essere sofferente. In ogni caso anche se la patologia viene riconosciuta è necessario ottenere un punteggio uguale o superiore al 21% di invalidità per ottenere un minimo di pensione privilegiata e equo indennizzo. Trattasi comunque di ben poca cosa anche perché l’equo indennizzo, superato il 60esimo anno di età,  viene ridotto del 50%.

3)    Si tenga conto che i Processi Verbali emessi dalle CC.MM.OO. sono  PROPOSTE. Non hanno cioè valore definitivo. L’iter prosegue con la CMO che invita l’interessato ad andare a ritirarli tramite “firma per accettazione”. Quindi la stessa CMO invia i Processi Verbali a MARIPERS, Ufficio già nominato che provvederà a trasmetterli a PREVIMIL (Direzione Generale della Previdenza Militare e della Leva) con tutta la documentazione medica allegata. Da questo momento inizia l’attesa più lunga, a volte oltre due anni e oltre perché il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio (CVCS) dislocato presso il Ministero delle Finanze, esamini la documentazione e i Processi  Verbali. Esso si riunisce ogni 3 mesi ed esamina le pratiche ricevute da PREVIMIL, emettendo il relativo DECRETO che può essere di ACCETTAZIONE oppure di DINIEGO. Nel caso di DINIEGO (il caso più frequente) si hanno 60 gg. Di tempo per ricorrere al TAR oppure 120 gg. Per ricorrere al Presidente della Repubblica. Raramente gli interessati si rivolgono al Tar, essendo il ricorso molto costoso e richiedendo il supporto di un legale. Inoltre il risultato è incerto. In caso di ACCETTAZIONE , PREVIMIL chiede all’interessato una serie di documenti fiscali e le coordinate bancarie ove versare la somma stabilita dal decreto. Abbiamo persone che attendono da oltre due anni di ricevere quanto spetta. È il caso di A.C. Maresciallo Meccanico della Marina Militare al quale Non è stata riconosciuta la Causa di Servizio ma è stato riconosciuto lo status di “Vittima del Dovere” con il 20% d’invalidità e chieste le coordinate bancarie (vedasi lettera di PREVIMIL in data 5-2-2013 – Prot. xxxxx) ma non ha mai ricevuto nessuna competenza, nonostante la nostra lettera di sollecito Prot. n. 0013/PA/MDM dell’11 febbraio 2014 alla quale il Ministero della Difesa non ha mai risposto.

 

Credo non sia necessario aggiungere altro. Si tenga conto che gli interessati che presentano istanza perché Esposti all’amianto, portatori di patologia, NON sono falsi invalidi ma Persone sofferenti che si sono giocati la salute nel servire la propria Patria. Si tenga conto dello stato PSICOLOGICO di queste Persone che “vivono” con il terrore che la patologia asbesto sica possa trasformarsi in qualcosa di peggiore. Si tenga inoltre conto che il DANNO BIOLOGICO, pur essendo citato e riconosciuto nei Processi  Verbali con una percentuale, NON viene risarcito. Eppure è contemplato nella vigente normativa che ne prevede il risarcimento. Quando dichiarai che il Popolo dei Militari è un Popolo silenzioso e dignitoso del quale può essere fatto scempio secondo bisogna, non esageravo…………

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